I luoghi della scuola
La prima organizzazione urbana di Salerno è collegata all’arrivo del duca di Benevento, il longobardo Arechi II, che nell'VIII secolo la scelse come centro del nuovo stato che doveva sorgere dalle rovine dei territori longobardi del Nord,conquistati da Carlo Magno.
        
I fuggitivi vi si insediarono creando le condizioni di una nuova, florida, stagione della civiltà longobarda nella regione storicamente identificata come ”Langobardia minor”.
Salerno - antica colonia romana (196 a.C.) e poi castrum bizantino - diventò un importante centro nel cuore del Mediterraneo, conservando un ruolo strategico nei traffici commerciali e culturali fino alla successiva stagione normanna.
        
Un itinerario tra le architetture e le opere d'arte longobarde e normanne nel centro antico della città rivela il pluralismo di linguaggi formali delle tarsie policrome, degli archi intrecciati e degli apparati decorativi collegati allo stesso multiculturalismo della coeva produzione scientifica della scuola medica.

Pur nell’impossibilità di individuarne le sedi (si ha testimonianza solo dell’ultima sede del secolo XIX nel seminario arcivescovile) in quanto nei primi secoli l’insegnamento e la pratica della medicina si svolgeva in diverse “scuole”, legate all’attività di singoli maestri, è possibile tracciarne un percorso tra vari monumenti degli antichi quartieri medioevali.

L’abbazia di S.Benedetto - le cui origini sono variamente indicate tra la fine del VII e la prima metà del IX secolo- ha sicuramente forti legami con la  Scuola Medica: centro propulsore del rinnovamento benedettino, di cui fu abate Alfano I, autore di testi di medicina, dovette con ogni probabilità ospitare uno scriptorium in cui sono stati copiati e miniati codici di medicina.

Le pergamene di  laurea  del XVI secolo citano come luogo del conferimento San Pietro a Corte. La cappella  arechiana, costruita su un antico impianto termale, finemente decorata ed ornata secondo i dettami della cultura classica, di cui i Longobardi provenienti dal Nord si erano fatti portatori, ebbe un ruolo preminente  in città anche nei secoli successivi: dal XVI secolo, oltre ad essere un luogo di culto divenne un centro di interesse pubblico e culturale, in cui si tenevano anche le cerimonie di consegna delle lauree della Scuola Medica Salernitana e, nel XVII secolo, le riunioni del Reggimento Grande della Città, cioè del suo governo amministrativo.

Alla cerimonia delle lauree è legata anche la Cattedrale di San Matteo di cui fanno parte due sale (San Lazzaro e San Tommaso) un tempo costituenti la cappella di Santa Caterina Alessandrina, riportata in numerose pergamene a partire dal XVI secolo. All’interno della cattedrale, capolavoro di arte normanna, voluta da Alfano I, pare si tenessero anche  lezioni e conferenze della Scuola medica e nella cripta si conservano i busti dei Santi martiri salernitani donati nel XVII secolo dall’Almo Collegio Medico di Salerno.

Da fonti documentarie si è potuto ricostruire nel Giardino della Minerva l’orto realizzato nel primo ventennio del 1300 da Matteo Silvatico: il primo orto Botanico d’Europa per la coltivazione di erbe mediche.

La chiesa di san Gregorio, fondata nel XI secolo, è stata scelta come sede del museo Virtuale, dopo aver ospitato dal 1993 il museo didattico della scuola Medica salernitana.

Per approfondimenti
www.lascuolamedicasalernitana.beniculturali.it

 

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