Alfano
Alfano, già abate dell'abbazia di San Benedetto di Salerno, fu arcivescovo della città dal 1058 al 1085. Fu un personaggio eclettico: scrittore, architetto, poeta e medico presso la Scuola Salernitana. Era legato all'abate Desiderio di Montecassino da forte amicizia e probabilmente da vincoli parentali. Nella delicata fase di transizione dal dominio longobardo al normanno operò come mediatore, risparmiando molti problemi alla cittadinanza. Ispirò e guidò la costruzione della nuova cattedrale dedicata all'apostolo Matteo. La costruzione, filiazione fedele della chiesa abbaziale di Montecassino, fu consacrata nel 1085, dal papa Gregorio VII, esiliato a Salerno. Fu autore di tre opere assai importanti per la storia della Scuola di Salerno. La prima intitolata Premnon physicon seu stipes naturalium è la versione latina del trattato sulla "Natura dell'uomo" di Nemesio di Emesa. Le altre due sono trattati originali di Alfano: il De pulsibus e il De quattuor humoribus corporis umani. Il De pulsibus si rifà ad opere di analogo argomento di Galeno e, come queste, presenta una classificazione dei vari tipi di pulsazioni, sui cui studi erano basate le diagnosi delle varie malattie. Alfano deduce dall'esame del polso non solo il temperamento e lo stato fisico dell'individuo, ma anche il suo carattere e le passioni che lo agitano. Nella fase critica della malattia il controllo del polso aiuta a prevedere la morte o la guarigione dell'ammalato. Il De quattuor humoribus è un trattato clinico terapeutico; dapprima l'autore tratta dell'abbondanza dei quattro umori e, poi, della loro putrefazione fuori e dentro i vasi.