Bruno da Longobucco
Nato in Calabria nel XIII secolo, Bruno si formò presso la Scuola Salernitana per poi insegnare nelle prestigiose Università di Padova e Verona. Autore della Cyrurgia Magna, opera esemplare che mostra un'ampia commistione fra innovazioni di matrice araba e conoscenze classiche, ebbe come punti di riferimento Galeno ed Avicenna, dando vita ad un trattato sistematico ed erudito, pubblicato per la prima volta a Padova nel 1252. L'opera, divisa in due parti, contiene la trattazione di tutte le malattie esterne l'angina, il gozzo, le emorroidi, le scrofole e le malattie degli occhi. La trattazione avviene in modo analitico, per le ferite raccomanda di bloccare l'emorragia e poi di procedere alla cura; di grande chiarezza è il capitolo sulle lussazioni e sulle fratture, mentre per le ferite al petto utilizza, al pari di Ruggiero e Rolando, il metodo che prevede di tener aperta la lacerazione così da impedire la formazione di liquidi e pus. Seguendo le teorie dei chirurghi arabi utilizzò frequentemente i cauteri, i caustici e le ustioni.