Matteo Plateario
Invenitur autem medicina simplex repletionis solutiva, inanitionis restaurativa, constrictiva fluxionis, confortativa debilitatis, alterationis immutativa, solutionis consolidativa Così Matteo Plateario inaugura la sua opera maggiore: il Circa Istans. Il trattato medico, riferibile alla metà del XII secolo, ripropone, intatte, le dottrine terapeutiche salernitane circa l'uso dei semplici. L'orientamento è quello didattico e tecnico della Scuola, vi si trovano Cofone, Maestro Salerno e i più autorevoli esponenti dell'istituzione salernitana. Vi si rinvengono le cognizioni sui semplici secondo le teorie di Galeno, si delinenano le loro facoltà, si individuano piante fino ad allora sconosciute e vi si riportano i sinonimi greci e latini, accompagnati, in alcuni casi, dai nomi in volgare. Matteo Plateario apparteneva certamente ad un'importante stirpe di medici salernitani, tra i suo scritti vanno ricordate anche le Glosse, che dimostrano una conoscenza della medicina araba limitata alle sole opere tradotte da Costantino. Le Glosse sembrano dirette a mettere d'accordo la medicina latina tradizionale e la farmacopea salernitana con le nuove cognizioni diffuse dopo l'arrivo di Costantino.