Petroncello
Petrocellus viene citato in un documento del 1035 conservato nell'archivio dell'abbazia della SS. Trinità di Cava de' Tirreni come: Petrus clericus et medicus. Appartenne ad una famiglia benestante, tant'è che, in seguito, i figli faranno diverse donazioni al cenobio cavese. Fu autore di un trattato la Pratica Petrocelli Salernitani. Lo scritto che appare esemplato su opere greche e latine, non mostra alcuna cognizione di medicina araba. Petrocellus cità continuamente gli autori greci ed indica sempre il nome greco della malattia: quod Greci vocant. Anche i rimedi prescritti sono gli stessi della farmacopea greca. Interessanti appaiono alcune annotazioni di idroterapia: spongias in aqua frigida expressa in gutture appone; spongias frigidas cum pusca et sale a foris imponas.